
Per te
La Via del Matto
Alla ricerca del proprio senso
ZERO LA VIA DEL MATTOPERCORSI
Non serve conoscere già il nome del percorso. Puoi partire da ciò che stai vivendo, dal contesto in cui lavori o dalla domanda che continua a tornare.
Il primo contatto serve a capire se posso esserti utile e quale forma di lavoro abbia senso, senza cercare di far entrare ciò che porti in una proposta già pronta.
Counseling individuale per cambiamenti, scelte, relazioni, smarrimento e momenti nei quali serve mettere ordine.
Scopri il percorso individuale →02PER GRUPPI E ORGANIZZAZIONIFormazione, progettazione, accompagnamento di gruppi e laboratori educativi e narrativi.
Raccontami il contesto →Corsi e laboratori
Sfoglia le proposte. Sono punti di partenza da adattare alle persone e al contesto: da qui può nascere anche la tua.
Conoscersi, dare parole a ciò che si sente, inventare, imparare a stare insieme. Queste proposte nascono dal mio lavoro con persone, scuole e gruppi e vengono ripensate nella Via del Matto di oggi. Puoi scegliere un percorso, adattarlo al tuo contesto o portarmi un’idea da costruire insieme.
La durata riguarda il singolo incontro, che può far parte di un ciclo.
18 di 18 proposte

Per te
Alla ricerca del proprio senso

Per te
Espressione, corpo e relazione

Per te
Essere uomini oggi, tra aspettative e scelte

Per te
Per una volta senza mantello

Per te
Le grandi domande incontrano la vita
PROSSIMA EDIZIONE · 18 OTTRelazioni e famiglie
Incontrarsi, riconoscersi, scegliere come proseguire

Relazioni e famiglie
La famiglia come luogo in cui ritrovarsi

Relazioni e famiglie
Presenza, gioco e domande di paternità

Scuole e giovani
Emozioni, immaginazione e relazioni in gioco

Scuole e giovani
Inventare altri mondi, guardare meglio il nostro

Scuole e giovani
Alla ricerca di sé

Scuole e giovani
Relazioni, rispetto e scelte nella vita di classe

Scuole e giovani
Connessioni, abitudini e libertà di scelta

Scuole e giovani
Formazione pratica per insegnanti ed educatori

Gruppi e comunità
Storie da condividere, vita da incontrare

Gruppi e comunità
Il gioco tra generazioni

Aziende ed équipe
Ascolto e conversazioni nei gruppi di lavoro

Aziende ed équipe
Ruoli e appartenenza nei gruppi di lavoro

Per te
Alla ricerca del proprio senso
Riconoscersi. Accogliersi. Essere.
È il percorso madre di Zero. Il nome è una provocazione: nei tarocchi il Matto è la carta dello zero, quella che esce dall'ordinario e si mette in cammino. Non è uno sprovveduto, guarda dove mette i piedi. In questo percorso lo leggiamo anche così: qualcuno che parte senza aspettare che gli dicano «bravo».
Qui non si parte da ciò che ti manca, ma da ciò che c'è. Ci sono modi di stare al mondo che abbiamo imparato così bene da non chiederci più se ci somigliano ancora. Spesso sono nati per proteggerci, e per anni ci sono serviti. Non li trattiamo come maschere da strappare: li guardiamo con curiosità, per capire che cosa custodiscono e che cosa, oggi, sta stretto.
In gruppo si comincia conoscendosi e giocando. La prima parte serve a scoprire quali domande porta il gruppo, e il lavoro si costruisce su quelle. Poi, con la parola, il corpo e il gioco, si provano risposte diverse. Ognuno sceglie quanto esporsi, e osservare è già un modo di partecipare. A volte una persona appena conosciuta diventa lo specchio che serviva. A tu per tu, invece, si parte da ciò che stai vivendo, con i tuoi tempi.
Lungo la strada incontri tre domande da portare a casa, anche il lunedì mattina, davanti a una frase detta male o a un rimprovero: che cosa c'è di vero? Che cosa mi appartiene? Che cosa posso farci? Non cambia tutto di colpo. Può cambiare il posto da cui guardi.
Non è una terapia e non è un metodo per essere felici. È uno spazio per dirsi «io ci sono».
Adulti. Chi sente che qualcosa non torna e non sa da dove cominciare; chi vive un po' in funzione di un «bravo», al lavoro, in famiglia o nelle relazioni; chi attraversa un passaggio o un periodo di smarrimento; chi è semplicemente curioso di sé.
A tu per tu, online o in presenza, incontri di circa un’ora · ciclo di 8 o 10 incontri da due ore (16 o 20 ore); estensione a 15 incontri/30 ore su progetto · domenica intensiva · weekend fuori dal solito panorama · misto (gruppo e colloqui individuali). La giornata e il weekend hanno programmi propri; non equivalgono al ciclo completo.
Cerchi una forma individuale? Uno spazio per te →
Con Emanuele Morandi · counselor, educatore e formatore
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Per te
Espressione, corpo e relazione
Come occupi uno spazio? Che cosa succede quando prendi la parola, quando aspetti, quando qualcuno ti ascolta? Attraverso lo specchio parte da queste esperienze per esplorare il rapporto tra ciò che senti e il modo in cui lo esprimi.
Si lavora con movimento, voce, giochi di relazione e situazioni da provare insieme. Un'esperienza breve apre una domanda; il confronto aiuta a riconoscere ciò che riguarda la propria vita. Ciascuno sceglie come partecipare e quanto condividere.
Qui il lavoro è sull’espressione: la voce che si alza o si spegne, lo spazio che prendi o lasci, lo sguardo degli altri quando arriva. Provare un gesto diverso, anche solo per un momento, a volte dice ciò che a parole non si trovava.
Adulti curiosi di esplorare espressione, corpo e relazione. Nessuna competenza specifica richiesta.
Ciclo di 10 o 15 incontri da due ore · domenica intensiva · weekend con un programma dedicato.
Con Emanuele Morandi · counselor, educatore e formatore
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Per te
Essere uomini oggi, tra aspettative e scelte
C'è un cerchio di uomini, ma non soltanto un cerchio: ci sono anche attività, racconti, corpo ed esperienze da riportare nella vita di tutti i giorni.
Si guardano i modelli ricevuti, dal padre, dai film, dal gruppo di amici, per capire quali sono davvero nostri e quali portiamo addosso per abitudine. Capita di sentire uomini parlare di sé con una tenerezza che non sapevano di avere.
Non si insegna a essere «veri uomini» e non si propone una mascolinità corretta. Si cerca il proprio modo di esserlo, senza parti obbligate.
Uomini adulti, padri e non.
Ciclo di 8 o 10 incontri da due ore · weekend, anche in natura · domenica intensiva
Con Emanuele Morandi · counselor, educatore e formatore
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Per te
Per una volta senza mantello
Essere madre oggi vuol dire vivere sotto molti sguardi: la famiglia, la scuola, le altre madri, i social. Ognuno ha un consiglio, un confronto, un modo giusto. Mamme eroiche è uno spazio per guardare tutto questo dalla propria posizione.
Si lavora sulla relazione con se stesse, con gli altri e con la famiglia. Sul carico, quello visibile e quello invisibile. Sui desideri e sullo spazio per ciò che sei dentro e oltre la maternità.
Davanti al consiglio non richiesto o al senso di colpa, tre domande: che cosa c’è di vero? Che cosa mi appartiene? Che cosa posso farci? Il gioco, il movimento e la parola offrono modi diversi per esplorarle.
Non c’è un solo modo giusto di essere madre, e qui nessuno dà voti. Per lavorare specificamente sulle competenze genitoriali, il percorso di riferimento è Essere casa.
Madri e figure materne adulte che desiderano uno spazio per sé.
Ciclo di 6–8 incontri da 90–120 minuti · una domenica con programma dedicato · accompagnamento individuale di counseling con tempi concordati.
Con Emanuele Morandi · counselor, educatore e formatore
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Per te
Le grandi domande incontrano la vita
Le domande della filosofia sono sempre le stesse: che cosa conta, che cosa è giusto, chi sono, come si vive. Cambiano i modi in cui ce le facciamo.
Filosofia in gioco le porta fuori dai libri. Si discute, ci si confronta, e poi si prova con il gioco e l'esperienza che cosa succede a una domanda quando diventa un gesto. Con umiltà, e un pizzico di follia.
Ragazzi delle scuole superiori e adulti.
Incontro di 90–120 minuti o ciclo · modulo scolastico per le superiori · domenica intensiva per adulti.
Con Emanuele Morandi · counselor, educatore e formatore
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Relazioni e famiglie
Incontrarsi, riconoscersi, scegliere come proseguire
«Io ti vedo» non vuol dire «so chi sei meglio di te». Vuol dire uno sguardo che ascolta e si lascia correggere.
Si lavora in due e per due: esprimere i propri bisogni senza trasformarli in accuse, ascoltare senza preparare la replica, rispettare i confini. Con il gioco e con esercizi che cambiano il punto di vista si prova a guardare la relazione da un altro posto.
Può servire a ricostruire un rapporto, a capirlo diversamente o ad affrontarne la fine con rispetto: restare insieme non è il risultato obbligato. Al centro ci sono l'autenticità e la pace dello stare insieme, anche quando le strade si separano.
Non è una terapia di coppia. Il lavoro avviene soprattutto tra i due: nessuno deve raccontare la propria relazione davanti al gruppo.
Coppie. Su richiesta si progettano edizioni dedicate ad altre relazioni a due, come un genitore e un figlio o una figlia adulti, o due amici. Quando sono coinvolti minori serve un progetto educativo specifico con il contesto responsabile.
Incontri a due con tempi concordati · giornate dedicate a una relazione, anche tra amici o familiari · cicli, domeniche e weekend per coppie con un programma specifico.
La relazione a due può essere tra partner, amici, un genitore e un figlio adulto. Ogni edizione chiarisce prima i destinatari; la partecipazione di minori richiede un progetto educativo dedicato. Ritrovarsi, ridefinire il legame o riconoscere una conclusione sono possibilità da esplorare.
Con Emanuele Morandi · counselor, educatore e formatore
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Relazioni e famiglie
La famiglia come luogo in cui ritrovarsi
Essere casa lavora sullo spazio familiare: appartenenza, ascolto, comunicazione, confini, responsabilità, e quelle piccole cose quotidiane che fanno la differenza. La domanda è come essere casa gli uni per gli altri restando persone diverse, con i propri confini e la propria libertà.
Il metodo è il parent training: strategie concrete per i genitori, come regole che reggono, richieste chiare, alleanze tra adulti, routine che aiutano. Il percorso però non si ferma alla tecnica. Una famiglia accogliente attraversa anche i conflitti: conta come li affronta.
Si lavora con i genitori, da soli o in coppia. Gli eventuali momenti con i figli sono pensati apposta e non sono obbligatori. Non esiste un solo modello di famiglia: si parte dalla vostra.
Genitori, da soli o in coppia; famiglie.
Ciclo di 8 incontri serali per genitori · incontri per la coppia genitoriale · domenica per famiglie · parent training a tu per tu
Per lavorare su identità, desideri e spazio per sé dentro e oltre la maternità, c’è anche Mamme eroiche.
Con Emanuele Morandi · counselor e parent trainer
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Relazioni e famiglie
Presenza, gioco e domande di paternità
Quando nasce un figlio, molti uomini scoprono un posto nuovo, e a volte si sentono ai margini. Il percorso parte da lì, dall'esperienza reale dei padri: aspettative, stanchezza, limiti, gioco, il rientro a casa dopo il lavoro, il modo di ascoltare e di rispondere.
Non riguarda soltanto ciò che un padre compra o concede, ma come è presente. Non insegna a essere il «papà giusto» e non propone un solo modello di famiglia. Si lavora in modo pratico e dialogico, con piccole prove da portare a casa e da raccontare all'incontro successivo.
Nasce dall'esperienza di incontri per padri e genitori già condotti, e usa il parent training come strumento concreto.
Padri, padri in attesa, figure paterne, anche adottive o affidatarie.
Ciclo di incontri serali · domenica papà e figli, con momenti di gioco insieme · parent training a tu per tu
Con Emanuele Morandi · counselor e parent trainer
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Scuole e giovani
Emozioni, immaginazione e relazioni in gioco
Io gioco è un laboratorio di alfabetizzazione emotiva, creatività ed espressione. Il gioco è il linguaggio dei bambini, e qui lo si prende sul serio.
Si usano storie, movimento, immagini, oggetti e giochi di finzione, adattati all'età. Si cercano parole per le emozioni, si esplorano modi per esprimerle, si ascolta un compagno e si inventano regole per giocare insieme.
Un personaggio può arrabbiarsi, avere paura, chiedere aiuto, cambiare idea. Attraverso di lui si possono provare risposte senza dover raccontare la propria vita di casa.
Bambine e bambini in gruppi distinti per età: 3–5 anni, 6–8 anni, 9–10 anni. Scuole dell'infanzia e primarie, biblioteche, centri e progetti comunali.
Un incontro autonomo o un ciclo. Per i 3–5 anni: 45–60 minuti. Per i 6–10 anni: 60–90 minuti. Possibili cicli di 8 o 10 incontri, attività estive e continuità durante l'anno scolastico.
Facciamo finta è il nome utilizzabile per l'edizione dei più piccoli. Il lavoro con le famiglie si concorda a parte. Ogni locandina evento indica la fascia precisa.
Con Emanuele Morandi · educatore e formatore
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Scuole e giovani
Inventare altri mondi, guardare meglio il nostro
Fantasy Lab è un'officina di invenzioni. Si parte da qualcosa di semplice — un oggetto, una figura, poche parole — e si prova a combinarlo in modi inattesi. Nascono personaggi, storie, costruzioni e piccoli mondi.
La proposta attinge al repertorio creativo di Emanuele e al suo interesse per fantasia, immaginazione e invenzione. I riferimenti a Munari e Rodari possono offrire spunti; ogni edizione sceglie una domanda e materiali propri.
Si costruisce, si prova, si cambia strada. Il confronto con gli altri apre possibilità che da soli non erano venute in mente. La proposta può concentrarsi sul piacere di inventare, sulla narrazione o sulla cooperazione, secondo chi partecipa.
L'edizione di base è per bambini di 6–10 anni. Si possono progettare edizioni distinte per ragazzi di 11–13 anni, adulti e gruppi familiari. Età e composizione del gruppo vengono indicate in ogni appuntamento.
Bambini: incontri di 60–90 minuti, singoli o in ciclo. Ragazzi: proposta di incontri di 90 minuti. Adulti: proposta di incontri di 90–120 minuti, singoli o in ciclo. Famiglie: incontri di 60–90 minuti, con età e partecipazione degli adulti definite prima.
Storie che escono dalla pagina, per biblioteche e lettura; Giocare con le parole, per l’invenzione linguistica; altre edizioni possono partire da oggetti o materiali di recupero. Il tema si sceglie con chi ospita.
Con Emanuele Morandi · educatore e formatore
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Scuole e giovani
Alla ricerca di sé
Finding Me è un viaggio in quattro missioni per esplorare una domanda: chi sono e chi posso diventare? Il programma prende forma in relazione all’età e al contesto del gruppo.
Si lavora su identità, emozioni, corpo, appartenenza, relazioni e futuro, attraverso missioni fatte di gioco, sfide cooperative, creatività e qualche uscita dalla solita stanza. Sbagliare fa parte del gioco: un errore è un'informazione, non una sentenza.
Nessuno deve dichiarare chi è o raccontare la propria vita: si può passare, osservare, inventare personaggi. A quell'età essere visti è tutto. Qui si prova a esserlo senza doversi mettere in vetrina.
Ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni, in gruppi omogenei per età.
Ciclo di 10 incontri di due ore in scuole, centri giovani e progetti comunali · giornata intensiva, weekend o esperienza residenziale, progettati con un ente responsabile
Con Emanuele Morandi · educatore e formatore
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Scuole e giovani
Relazioni, rispetto e scelte nella vita di classe
Scuola Libera lavora sulla qualità delle relazioni nella classe, con attenzione a esclusione, bullismo e comunicazione negli ambienti digitali.
Si parte da situazioni inventate, giochi cooperativi e domande. Che cosa cambia quando qualcuno ride, tace, prende posizione o chiede aiuto? Il gruppo esplora scelte possibili senza assegnare ai singoli studenti le parti del “bullo” o della “vittima”.
Gli obiettivi e le modalità vengono concordati con gli insegnanti. Il progetto può comprendere momenti per gli adulti e una restituzione alla scuola. Si coordina con le procedure del contesto e non sostituisce la gestione degli episodi reali.
Classi dagli 11 ai 18 anni, in edizioni distinte per età e scuola. Insegnanti e famiglie partecipano in momenti dedicati.
Cicli in classe con incontri di 60–120 minuti, con calendario e orari concordati con la scuola. Il confronto con insegnanti e genitori fa parte del progetto con la classe. Un incontro introduttivo può avviare il lavoro; non equivale al percorso.
Con Emanuele Morandi · educatore e formatore
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Scuole e giovani
Connessioni, abitudini e libertà di scelta
Telefono, chat, videogiochi e approvazione degli altri fanno parte della vita quotidiana. Dipende offre un'occasione per osservare che posto occupano: quando aiutano a incontrarsi, quando interrompono, quando diventa difficile scegliere altro.
Si lavora con situazioni inventate, giochi di attenzione, mappe della giornata e confronto. Ciascuno può riconoscere un'abitudine che vorrebbe capire meglio e scegliere un piccolo esperimento, senza dover mostrare il proprio telefono o condividere conversazioni private.
Il percorso è educativo. Non attribuisce etichette ai ragazzi e non tratta ogni uso intenso come una dipendenza. I momenti con gli adulti aiutano a costruire accordi comprensibili e possibili.
Ragazze e ragazzi dagli 11 ai 18 anni, in gruppi distinti per età; insegnanti e famiglie in incontri dedicati.
Incontro introduttivo di 90–120 minuti o ciclo di incontri, con programma concordato con la scuola o il servizio. Possibile incontro per genitori.
Con Emanuele Morandi · educatore e formatore
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Scuole e giovani
Formazione pratica per insegnanti ed educatori
Molti insegnanti usano già il gioco, spesso da autodidatti. Questa formazione lo prende sul serio. Che cosa insegna un gioco, oltre alle regole? Come si leggono le dinamiche di un gruppo mentre gioca? Come si gestiscono vittoria, sconfitta, esclusione?
Quattro moduli pratici: l'arte ludica; la presenza dell'educatore (voce, corpo, comunicazione, imprevisto); Regoliamoci!, che cosa c'è sotto le regole di un gioco; il gioco tra generazioni e culture. Si esce con attività progettate e provate, da adattare al proprio contesto.
Insegnanti, educatori, animatori, operatori sociali.
Formazione a moduli da 6 o 12 ore, distribuiti in più incontri o giornate. Un modulo di 12 ore richiede almeno due giornate o più appuntamenti. Possibile laboratorio introduttivo di due ore con un obiettivo circoscritto.
Il modulo L’errore utile lavora sull’imprevisto educativo, sulla possibilità di correggere una consegna e sulla lettura di ciò che un gioco fa accadere.
Con Emanuele Morandi · educatore e formatore
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Gruppi e comunità
Storie da condividere, vita da incontrare
È uno spazio d'incontro pensato in particolare per l'età matura, dove la vita vissuta ha finalmente il tempo di essere detta e ascoltata.
Si parla di ciò che si è costruito, dei cambiamenti attraversati, delle relazioni. E di eredità: non quella dei notai, ma ciò che lasciamo negli altri con i gesti, i valori e i modi di vivere. Il passato però non chiude il discorso: restano desideri, nuovi legami, possibilità ancora aperte.
Si usano racconti, oggetti, musica e gioco. Ognuno decide che cosa condividere. Le storie si raccolgono, in un quaderno o in altre forme, solo se il gruppo lo desidera e con un consenso a parte.
Pensato in particolare per l'età matura.
Appuntamento settimanale di 60–90 minuti, massimo due ore, tè compreso · in cicli concordati di 8, 10 o 15 incontri, rinnovabili secondo disponibilità · presso centri e strutture, su richiesta
Con Emanuele Morandi · educatore e formatore
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Gruppi e comunità
Il gioco tra generazioni
Homo Ludens prende il nome dal libro di Johan Huizinga, per il quale il gioco è una cosa seria, più antica della cultura. Qui giocano insieme età diverse, bambini, ragazzi, adulti e anziani, perché ciascuna può prestare all'altra i propri punti di forza.
Giochi da tavolo, giochi di movimento, giochi inventati: il gioco diventa un modo per stare insieme, trasmettersi valori e ritrovare un tempo comune, in un'epoca in cui è sempre più difficile trovarne.
Famiglie, gruppi tra generazioni, comunità.
Incontri di 60–90 minuti o cicli · evento di comunità · domenica per famiglie articolata in attività brevi e pause, secondo le età.
Una canzone, un gioco di un’altra epoca, una domanda che passa da una generazione all’altra: la proposta può comprendere scambi di musica e storie. Il tema musicale è una possibilità da concordare.
Con Emanuele Morandi · educatore e formatore
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Aziende ed équipe
Ascolto e conversazioni nei gruppi di lavoro
Il titolo viene da uno dei principi della comunicazione umana formulati da Paul Watzlawick. Qui diventa esperienza: micro-situazioni di lavoro, alternative da provare, gli effetti concreti di un tono, di un gesto, di una mail scritta di fretta.
Meno lezione sulla teoria, più osservazione di ciò che succede davvero, e più responsabilità reciproca nel modo di parlarsi.
Équipe, organizzazioni, gruppi professionali.
Laboratorio di due ore su un tema circoscritto · mezza giornata · giornata con pause · ciclo di incontri.
Richieste e risposte; ascolto e restituzione; conversazioni difficili; riunioni e messaggi; distinguere ciò che si osserva da ciò che si interpreta. Si scelgono uno o più temi in base al contesto.
Con Emanuele Morandi · educatore e formatore
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Aziende ed équipe
Ruoli e appartenenza nei gruppi di lavoro
Ogni gruppo ha chi trascina, chi media, chi si defila, chi si carica tutto da solo convinto di fare prima.
Attraverso un compito comune e l'osservazione di ciò che accade mentre lo si svolge, il laboratorio rende visibili ruoli, alleanze e fatiche, e aiuta il gruppo a scegliere come distribuirli meglio. Si esce con una mappa dei ruoli e qualche accordo concreto.
Équipe, gruppi di lavoro, associazioni.
Laboratorio di due ore su un tema circoscritto · mezza giornata · giornata con pause · ciclo con verifica a distanza.
Ruoli e carichi; chiedere e offrire aiuto; L’errore utile, per affrontare un imprevisto e riparare; Alla ricerca del tempo perduto, per osservare priorità, interruzioni e passaggi di lavoro. Un piccolo accordo operativo può essere provato e riletto in un incontro successivo.
Con Emanuele Morandi · educatore e formatore
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Per te
La Via del Matto, a tu per tu
La forma individuale della Via del Matto parte da ciò che stai vivendo e dalle domande che porti. Il primo incontro serve a conoscersi e a capire se e come proseguire, senza impegno.
Riconoscersi. Accogliersi. Essere. La stessa via, ai tempi della persona. Il counseling non formula diagnosi, non cura disturbi e non sostituisce percorsi sanitari o psicoterapeutici.
Adulti che desiderano un accompagnamento individuale.
Incontri di circa un’ora, online o in presenza a Imperia e dintorni. Numero e cadenza concordati.
Con Emanuele Morandi · counselor
Scopri il percorso individuale →UNA STANZA DISTINTA
Immagini, sogni, archetipi e carte possono offrire un linguaggio ulteriore per osservare una domanda. Non vengono utilizzati per prevedere, diagnosticare o attribuire verità assolute.
Entra nella ricerca simbolica →IL MIO MODO DI LAVORARE
PRELAZIONEL
Tra le due, la relazione: il luogo vivo nel quale il lavoro accade. Gli strumenti cambiano in base alla persona, al gruppo e alla domanda; i confini professionali restano chiari.
Conosci orientamento e credenziali →IL PRIMO PASSO
Raccontami chi siete, che cosa vi interessa e quanto tempo avete. Possiamo partire da una di queste proposte oppure costruirne una insieme, per la tua realtà e per le persone che ne fanno parte.
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