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Grande Spirito, grazie per gli specchi

Un viandante contempla un albero sospeso nel cosmo, con radici illuminate fra stelle e montagne
Restare casa. Continuare il viaggio.

Grande Spirito,

grazie per gli specchi.

Per quelli limpidi che mi hanno mostrato la bellezza, e per quelli oscuri che mi hanno mostrato la paura.

Grazie perché ogni volta che mi sono perso non hai smesso di seminare sentieri nei miei sogni.

Resta vicino ai miei passi. Aprimi gli occhi quando mi addormento nella vita e aprimi il cuore quando credo di avere già capito.

Fa’ che i sogni siano lanterne, che gli errori siano maestri gentili, che ogni ferita trovi il proprio significato dentro un disegno più vasto e più sereno.

Conducimi verso una pace che non fugge dal mondo, ma lo abbraccia.

E quando arriverà la luce, fa’ che non sia soltanto per me: che attraversi le mie mani, la mia voce, i miei silenzi, e raggiunga chi cammina accanto a me.

Perché io possa essere casa, senza smettere di essere viandante.

Perché io possa riposare, senza smettere di crescere.

Perché io possa ricordare, anche nei giorni più confusi, che non sto attraversando gli specchi da solo.

Aho.

Riferimenti e letture

Questa è una preghiera personale: non è la trascrizione di una cerimonia e non viene attribuita a una specifica tradizione nativa. La lettura seguente dialoga con il tema della reciprocità con il mondo vivente, senza essere indicata come fonte del testo.

  1. Robin Wall KimmererBraiding Sweetgrass. 2013; Milkweed Editions.Scienza, conoscenza indigena e reciprocità con il vivente.

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